Paralisi di Bell - Aurelio Modicamore

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PARALISI DI BELL
La paralisi di Bell (un tipo di paralisi del nervo facciale) è una debolezza o una paralisi improvvisa dei muscoli di un lato del viso dovuta a un malfunzionamento del 7° nervo cranico (nervo facciale). Questo nervo muove i muscoli facciali, stimola le ghiandole salivari e lacrimali, consente ai due terzi anteriori della lingua di rilevare i sapori e controlla un muscolo implicato nell’udito.
RIABILITAZIONE DOPO PARALISI DEL NERVO FACCIALE
La simmetria statica e dinamica dei due lati del volto, fondamentale per l’armonia delle espressioni del viso, è gravemente alterata nelle lesioni del facciale e il suo recupero è l’ obiettivo del trattamento riabilitativo.
Un corretto approccio riabilitativo considera il tipo di paralisi, la terapia già effettuata, farmacologica o chirurgica, e differenzia le proposte terapeutiche per ogni singolo caso.
Considerando l’eziologia si distinguono cause “mediche” che provocano infiammazione e compressione del nervo soprattutto all’interno del canale osseo dentro la base cranica in cui decorre il nervo (paralisi di Bell e paralisi di Ramsey-Hunt), cause traumatiche (traumi cranici, fratture della rocca, ferite penetranti del volto) e lesioni dopo interventi di rimozione di tumori che coinvolgono il nervo.
Le paralisi idiopatiche o di Bell sono le più frequenti e nella maggior parte dei casi hanno recupero neurologico e funzionale completo che non richiede trattamento riabilitativo (94% nelle paralisi incomplete in fase acuta e 61% nelle paralisi complete). Rimane però ancora notevole (23%) il numero dei recuperi parziali che richiedono specifico trattamento riabilitativo.
Più difficile è il decorso nelle paralisi da herpes zoster o di Ramsay-Hunt (RH) che recuperano completamente solo nel 21% e spesso presentano paresi residua con sincinesie. I problemi dopo una paralisi facciale possono essere dovuti a incompleto recupero motorio se persiste la riduzione della forza muscolare e la difficoltà di movimento o alla comparsa, in fase di recupero, di una motilità alterata per la presenza delle sincinesie postparalitiche. In entrambi i casi mancano la simmetria e la finezza dei movimenti mimici.
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